sabato 11 aprile 2020

SETTIMANA SANTA E CORONA VIRUS


Settimana Santa e Corona Virus



Chi dice che non abbiamo avuto la Settimana Santa quest’anno?

Non avete visto l’immensa Processione di persone risultate positive

al Coronavirus?

Non vedete la Via Crucis del personale sanitario che risale il Calvario

della pandemia, sopraffatto e con l’angoscia ne cuore con la paura di

non riuscire a resistere?

Non vedete i medici con il camice bianco portare la croce dolorosa 
delle persone contaminate?

Non vedete tanti scienziati sudare acqua e sangue, come al Getsemani,

per trovare un trattamento o un vaccino´?

Per favore non dite che Gesù non passa nelle strade quest’anno, mentre
 tanta gente deve lavorare per portare cibo e medicine a tutti noi.

 Non avete visto il numero di Cirenei offrirsi in un modo o nell’altro 
per portare le pesanti croci?
Non vedete quante Veroniche, sono esposte all’infezione per 
asciugare il volto di persone contaminate?
Chi può non vedere Gesù cadere a terra, ogni volta che sentiamo 
il freddo conteggio delle vittime?
Non vivono forse, la Passione, le case di riposo piene di persone 
anziane e il personale con il fattore di rischio più elevato?
Non è come una corona di spine per i bambini obbligati a vivere 
questa crisi rinchiusi, senza capire troppo bene, senza poter correre 
nei parchi e nelle strade?

Non si sentono ingiustamente condannate le scuole, le università 
e i tanti negozi obbligati a chiudere?
Tutti i paesi del mondo non sono colpiti, frustati, dal flagello 
di questo virus!

E non manca in questa via di dolore Ponzio Pilato che si lava 
le mani, i dirigenti che cercano semplicemente di trarre un vantaggio
 politico o economico dalla situazione senza tenere conto delle persone?

Non soffrono, impotenti come i discepoli senza il Maestro, altrettante

persone sole confinate in casa, molte con problemi, non sapendo 
come quando tutto finirà?

Il volto doloroso di Maria non si rispecchia forse, in quello 
di tante madri che soffrono per la morte, silenziosa e a distanza, 
di una persona cara?
Non è come strappare le vesti, l’angoscia di tante famiglie e 
di piccole imprese che vedono le loro economia svanire?

L’angoscia di Gesù in croce non ci fa pensare alla mancanza

di respiratori nelle unità di terapia intensiva?

Per favore, non dite: Niente Settimana Santa, niente Pasqua

quest’anno; non ditelo!” Perché il dramma della Passione non

è certo quasi mai stato così reale e autentico e la nostra stessa

vita non è mai stata così in attesa e piena di speranza

e nella Risurrezione!

Anonimo


Buona Pasqua, malgrado tutto.
Francesca



martedì 24 marzo 2020

giovedì 12 marzo 2020

VIRUS CORONA. IL GIORNO DOPO.......

Virus Corona: il giorno dopo....

Era l’11 marzo del 2020.

Le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.

Ma la primavera non sapeva nulla!

Ed i fiori continuavano a sbocciare, ed il sole a splendere, e tornavano
le rondini, e il cielo si colorava di rosa e di blu. La mattina si impastava
il pane e si infornavano i ciambelloni. Diventava buio sempre più tardi
e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse.

Era l’11 marzo 2020

e i ragazzi studiavano connessi. Fu l’anno in cui si poteva uscire soltanto
per fare la spesa. Dopo poco chiusero tutto. Anche gli uffici. L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali e la gente si ammalava.

Ma la primavera non lo sapeva
e le gemme continuavano ad uscire.

Era l’11 marzo 2020
Tutti furono messi in quarantena obbligatoria: i nonni, le famiglie e anche
i giovani. Allora la paura diventò reale e le giornate sembravano tutte uguali.

Ma la primavera non lo sapeva

E le rose tornarono a fiorire. Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme,
di scrivere lasciando libera l’immaginazione, di leggere volando con la fantasia. Ci fu chi imparò una nuova lingua, chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi. Chi capì di amare davvero.
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza. Ci fu chi diventò dottore per
chiunque un domani ne avesse avuto bisogno. Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri. L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi e l’economia andare a picco.

Ma la primavera non lo sapeva

E i fiori lasciarono il posto ai frutti. E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo alla TV e il primo ministro disse a rete unificata che l’emergenza
era finita e che il virus aveva perso! Che gli italiani tutti insieme avevano vinto. E allora uscimmo per strada con le lacrime agli occhi, senza mascherine e guanti abbracciando il nostri vicino come fosse nostro fratello. E fu allora che arrivò l’estate, perché la primavera non lo sapeva ed aveva continuato ad esserci; nonostante tutto, nonostante il virus,
nonostante la paura, nonostante la morte.

Perché la primavera non lo sapeva.

Ed insegnò a tutti la forza della vita

anonimo