sabato 18 maggio 2013

Ti voglio per Amico

Ti voglio per amico


Ti voglio per amico, ed è importante per me che tu lo sappia.
Però, anche se tu non lo sapessi e non ti interessasse saperlo 
ti vorrei bene lo stesso.

Non ti voglio bene per me: ti voglio bene per te! 
Non sei una cosa che voglio possedere.

Sei una persona che voglio vedere sbocciare ogni giorno di più.
Se avrai tempo per me sarò felice di stare insieme a te.
Se sarai occupato e non mi vorrai accanto cercherò di capirti; 
da parte mia, se cercherai il mio tempo farò in modo di sbrigarmi, 
perché immagino che non mi cercherai senza una ragione.
Per me la tua ragione sarà sempre importante! 
Se vuoi piangere, ti offro le mie spalle; 
se vuoi urlare contro il mondo ti offro la mia voce; 
se vuoi sorridere ci sono anch’io a sorridere con te.
Se vuoi pace e silenzio cercherò di parlare, ma non troppo; 
se per caso cercherai di vedere in me l’unico amico che hai, 
cercherò di farti trovare altri amici,
 perché non potrei mai darti tutto ciò di cui hai bisogno.
Non voglio essere il tuo unico amico.   
Sembra bello, però non ti farà bene.

 Hai bisogno di altri, come me.

 Se si spegnerà la tua luce, prendi la mia; 
se la tua pace se ne va,
ci sarà ancora la mia, prendila pure.
 Se la tua fede si farà confusa, credi con me: 
insieme si crede meglio.
 Se avrai paura uniamo le nostre paure, 
forse troveremo il coraggio di vivere.
Allora non ti prometto di non deluderti mai!   
Sai che sono umano e perciò posso sbagliare.

 Non ti prometto di amarti come vuoi essere amato!
Non ti prometto niente più 
che di cercare di essere vicino a te e camminare insieme.
Voglio essere il tuo compagno. il tuo amico, il tuo fratello, 
senza la presunzione di essere la tua unica forza.
Guardami negli occhi e cerca di immaginarmi come un ponte: 
non devi restare in me, 
devi passare attraverso me, 
perché io sono tuo e
 perché sono la tua strada verso l’infinito, 
perché sono il ponte che ti porta all’aldilà 
e se non riuscissi a portarti più vicino a Dio 
non sarei stato un vero Amico.


(Anonimo Brasiliano)




Il Piccolo Principe

Il Piccolo Principe


Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella è dolce,

la notte guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.

Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse.

Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide.

Per gli altri non sono che delle piccole luci.

Per gli altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi.

Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte.

Tu avrai delle stelle come nessuno ha....

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse,

visto che io riderò in una di esse, allora sarà come se tutte le stelle ridessero.

tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!

E quando tu sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto.

Sarai sempre al mo fianco. Avrai voglia di ridere con me.

E aprirai a volte la finestra, così, per piacere e i  tuoi amici saranno

stupiti di vederti ridere guardando il cielo.

Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno ridere". E ti crederanno pazzo.

T'avrò fatto un brutto scherzo...

Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle,

mucchi di sonagli che sanno ridere.


(Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)




Aspettando la primavera


Aspettando la Primavera
 


Che dolcezza infantile nella mattinata tranquilla
C'e il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta
(F.Garcia Lorca)


I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno
raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Kahlil Gibran)


Se le piante sono certe
di una primavera ventura,
attraverso la quale
emergeranno dai propri germogli,
perché non dovrei io, pianta umana,
essere certo di una primavera a venire,
in cui raggiungerò la mia pienezza?’
(Kahlil Gibran)


Il Girasole

Il Girasole



Ho visto un girasole tutto bello e vivace che rincorreva la luce.

Un giorno, quel fiore ha inclinato  leggermente il gambo.

Ma,  grazie alle sue poesie e agli amici

si alza lentamente e cammina  spensieratamente.

Forza girasole, il gran giorno si avvicina

e tu, così piccola sarai in un attimo famosa e birichina.

(Andrea Chiocciola)




Uccello maestro di povertà


Uccello, maestro di povertà



Un uccello, che teneva un pesce nel becco, era inseguito da uno stormo di gabbiani, cormorani e altri uccelli da preda che lo colpivano in ogni modo pur di portargli via il pesce.

Dovunque andasse, un codazzo assordante e prepotente lo seguiva. Alla fine, esasperato, mollò il pesce.

Un altro uccello lo afferrò e fu a sua volta inseguito da tutta la banda . L'uccello, finalmente tranquillo, si posò in pace sul ramo di un albero.

Un monaco, che aveva veduto la scena, notando la calma e la pace dell’uccello, gli s’inginocchiò davanti dicendogli:

«D’ora in avanti sarai tu il mio maestro poiché mi hai insegnato che la pace dello spirito non è possibile quaggiù se non si sa rinunciare alle cose accessorie».