sabato 19 ottobre 2013

Va' dove ti porta il cuore



La via che hai percorso non era dritta 
ma piena di bivi,
ad ogni passo c’era una freccia 
che indicava una direzione diversa; 
da lì si dipartiva un viottolo, 
da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi.
Qualcuna di queste deviazioni 
l’hai imboccata senza accorgertene,
qualcun’altra non l’avevi neanche vista;
quelle che hai trascurato 
non sai dove ti avrebbero condotto,
se in un posto migliore o peggiore;
non lo sai ma ugualmente provi rimpianto.
Potevi fare una cosa e non l’hai fatta,
sei tornata indietro invece di andare avanti.
Il gioco dell’oca, te lo ricordi?
La vita procede pressapoco allo stesso modo.

(Susanna Tamaro)




Quando davanti a te si apriranno tante strade 
e non saprai quale prendere,
non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.
Respira con la profondità fiduciosa 
con cui hai respirato il giorno 
in cui sei venuta al mondo,
senza farti distrarre da nulla, 
aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.

(Susanna Tamaro)





Il Cerbiatto




Sono quel cerbiatto apparso tra i rami del bosco,
accanto alla sponda del fiume,
dove le acque sono più profonde.

Mi hai creduto fragile
notando le mie esili zampe
e lo sguardo smarrito dei miei occhi languidi.

Credevi che avrei cercato rifugio nella tua capanna,
vicino al calore ardente del tuo fuoco.
Pensavi di vedermi implorare un asilo sicuro
per gli anni di là a venire.

Certo, sarebbe stato dolce correre tra le piante di lillà,
brucare erba tenera
e dissetarmi con l'acqua pura del tuo pozzo.
Ma, la sera, non avrei potuto contare le stelle
insieme alle farfalle notturne
e le lucciole non mi avrebbero condotto, in rito segreto,
presso quella radura dove le fate preparano filtri d'amore.

Mi avresti rinchiuso nel tuo recinto
per proteggermi dalle fiere e dalle streghe
che si aggirano nelle notti di luna piena.
Tu mi avresti difeso, oh! Quanto difeso,
ma, giorno dopo giorno,
mi sarei tramutato da cerbiatto in animale da cortile.

Ho scelto dunque di giacere là,
nel letto del fiume,
lontano da te e da ogni insidia del bosco.






Il cacciatore di aquiloni



Era solo un sorriso, niente di più.
Una piccola cosa.
Una fogliolina in un bosco
che trema al battito d’ali
di un uccello spaventato.

(Khaled Hossein)




È meglio essere feriti dalla verità
che consolati da una menzogna

(Rahim Khan)





Spero che un giorno nel nostro paese torni la pace
e si possa tornare a sentire nelle strade
il profumo del thé.

(Hassan)




Dio mandò un Angelo



Molti anni fa, viveva un uomo che sembrava davvero capace di amare e di perdonare tutti quelli che incontrava.

Per questo, Dio mandò un angelo a parlare con lui.

«Dio mi ha chiesto di venire a visitarti e dirti che intende premiarti per la tua bontà» disse l'angelo.

«E vuol farti il dono che desideri. Vuoi il dono della guarigione?».

«No di certo» rispose l'uomo. «Preferisco che sia Dio a scegliere quelli che devono guarire».

«Vuoi avere il dono di riportare tutti i peccatori sul retto cammino?».

«Questo è un lavoro per gli angeli come te.

Non voglio essere venerato da tutti o servire da esempio permanente».

«Senti, non posso tornare in cielo senza averti fatto un dono.

Se non lo scegli tu, dovrò sceglierlo io per te!».

L'uomo rifletté un attimo e poi disse:

«D'accordo. Vorrei compiere del bene, ma senza che nessuno si accorga che sono stato io: così non commetterò peccato di vanità».

L'angelo benedisse l'ombra dell'uomo e le donò il potere delle guarigioni.

In questo modo, ovunque l'uomo sarebbe andato, i malati sarebbero stati risanati, la terra avrebbe dato frutti e le persone tristi avrebbero ritrovato la felicità.

L'uomo viaggiò per tanti paesi, disseminando miracoli dappertutto,

ma senza accorgersene, perché la sua ombra era dietro di lui.

In questo modo, fu in grado di vivere e morire senza conoscere la sua santità.

L'umiltà è il fondamento di una vita santa.






Cogli questo piccolo fiore



Cogli questo piccolo fiore e prendilo.
Non indugiare!
Temo che esso appassisca e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare posto nella tua ghirlanda
ma onoralo con la carezza pietosa della tua mano 
e coglilo.
Temo che il giorno finisca prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.
Anche se il colore è pallido e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore finché c’è tempo e coglilo.

( Tagore )