sabato 9 novembre 2013

Il colore dei sogni



Se i sogni avessero un colore
 sarebbero Verdi come la speranza,
 la speranza di realizzarli.
Se l'anima avesse un colore 
sarebbe Azzurra come il cielo 
perché come il cielo anche l'anima è infinita.
Se il dolore avesse un colore 
sarebbe Nero come il buio,
 il buio che si prova nei momenti di sconforto.
Se la gioia avesse un colore 
sarebbe Gialla come il sole 
perché la gioia, come il sole, 
ci illumina e ci riscalda.


 

Il bambino e il vecchio



Il bambino smise di giocare
e parlò al vecchio come un amico.
Il vecchio lo udiva raccontare
come una favola la sua vita.
Gli si facevano sicure e chiare
cose che mai aveva capite.
Prima lo prese paura poi calma.
Il bambino seguitava a parlare.

( Franco Fortini)



I poeti lavorano di notte



I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

(Alda Merini)



I PAPAVERI


I papaveri sono ovunque,
il tramonto li scova e li accende tutti.
Rosso pure è il cane che ansima sulla strada
nella sua ora di libertà.
Mi mancano le tue parole amica, e l'odore del mare
che una grigia casa nasconde ai miei occhi.
domani forse l'abbraccerò.

(Carlo Bramanti)



I figli sono come aquiloni


Arriva il giorno in cui si innalzano
 e tu devi insegnare loro a volare. 
 
Tenendoli con quel fino esile 
che si dipana dalle tue mani.

Possono cadere a terra più volte 
e tu dovrai ripararli e innalzarli ancora nel vento.

Ti chiederanno sempre più spago
 e per ogni metro che si dipanerà dalle tue mani,
 il tuo cuore si riempirà di gioia e di tristezza.

Via via che l’aquilone si allontanerà, 
avvertirai che il filo che ti unisce a lui 
prima o poi si spezzerà 
e lo vedrai volare libero e solo nel cielo della vita.

In quel momento ti renderai conto
 di avere assolto il tuo compito di genitore 
e ti augurerai che il vento sia sempre propizio.

(Romano Battaglia)





Ho dipinto la pace



Avevo una scatola di colori, brillanti decisi e vivi
avevo una scatola di colori, 
alcuni caldi, alcuni molto freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti,
non avevo il nero per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco per i volti dei morti
non avevo il giallo per le sabbie ardenti.
Ma avevo l'arancio per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e per i nidi,
e il celeste per i chiari cieli splendenti
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi son seduta e ho dipinto la pace.

(Tali Sorek, 12 anni, India)


I bambini imparano ciò che vivono



Se un bambino vive nella critica 
impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità
 impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell’ironia
 impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna 
impara ad essere debole.
Se un bambino vive nella tolleranza 
impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell’incoraggiamento
 impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà 
impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità
 impara ad avere fede.
Se un bambino vive nell’approvazione 
impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia,
impara a trovare l’amore nel mondo.

(Doret’s Law Nolte)


Ho bisogno di silenzio


Come te che leggi col pensiero non ad alta voce,
il suono della mia stessa voce adesso sarebbe rumore,
non parole ma solo rumore fastidioso 
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone 
che conoscono la mia parlantina

disorientate dal mio rapido buongiorno chissà, 
forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio, 
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere 
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
Sanno ascoltare anche il silenzio, 
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante 
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

(Alda Merini)





Gandhi e lo zucchero



Una donna trovò l'occasione 
di portare suo figlio al Mahatma Gandhi.
Il bambino aveva un'attrazione
 insaziabile per lo zucchero 
e ciò stava mettendo in pericolo la sua salute.
"Per favore, lei supplicò a Gandhi, 
dica a mio figlio che smetta di mangiare lo zucchero,
poiché lui la rispetta molto 
e so che l'ascolterà perché è lei che glielo dice".
Gandhi allora chiese 
che si ripresentassero dopo quattro giorni.

Quattro giorni più tardi
 la donna ed il figlio ritornarono.
Gandhi guardando fisso negli occhi del ragazzo, 
gli disse con autorità:
"Smetti di mangiare zucchero, 
stai ferendo il tuo corpo".

Dopo un breve silenzio, la donna domandò a Gandhi:
"Signore perché ci chiese di aspettare quattro giorni
 e poi di tornare?
Questo è lo stesso che poteva dire quattro giorni fa!".

Gandhi rispose:
"Signora, quattro giorni fa 
io avevo mangiato dello zucchero 
e non potevo parlare con autorità a suo figlio.
 Ora posso perché sono quattro giorni 
che non mangio zucchero."


Fammi un ritratto del sole



Fammi un ritratto del sole, 
così che io possa appenderlo in camera mia
E possa fingere di scaldarmi,
 mentre gli altri lo chiamano ”Giorno”!

Disegnami un pettirosso su un ramo, 
così che io possa ascoltarlo mentre dormo, 
e quando cesserà il campo nei campi 
anch'io deporrò la mia illusione.

Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno. 
Se sono i ranuncoli quelli che volano 
o le farfalle quelle che fioriscono. 
Poi, manda via il gelo dai prati, 
e scaccia la ruggine dagli alberi.

Dammi l'illusione che ruggine e gelo, 
non debbano più tornare!

(Emily Dickinson)




Equilibrista



Equilibrista io, riesco a saltare sulla mia anima,
calpestandola con tacchi a spillo che amo indossare.

Equilibrista io che vorrei essere amata,
e mi barcameno su fragili sogni  incompiuti.

Equilibrista io fra parole lasciate a metà, 
che nascondono dolori

così profondi che nessuno riesce a comprendere.

Equilibrista io sul trapezio di questa mia vita.

(Fioralba Focardi)



Delfini e coccole



Delfini sussurranti in versi marini
ondeggiando tra spuma bianca
il mare accoglie frizzante.
Versi d'altra specie
captano l'umano sentire,
voci s'inabissano per poi risalire.
Errando per mari e oceani
si librano in voli di libertà fino a quando,
un'altra specie lo permetterà.
Fiaba d'oltremare quella d'un bimbo,
che vorrebbe farsi abbracciare,
da quei delfini argentati cullati dal mare.
Sogni invisibili di un altro mondo,
dove la libertà non si deve sognare,
dove tutto va come deve andare.
Come i delfini s'impara a giocare
saltando a pelo d'acqua,
per rincorrere un sogno
che si deve ancora avverare.

(Patty Rose)





sabato 2 novembre 2013

E' pronta la colazione?



Sono sveglio da un po', e la colazione è già pronta,
è lì che ti aspetta, come ti aspetto io
mentre ti guardo, fragile e indifesa
che stringi il tuo cuscino, 
forse alla ricerca di certezze.
Ti aspetto per rivedere la luce dei tuoi occhi,
per sentire il suono della tua voce 
rivolgermi dolci parole,
perché ho voglia di abbracciarti e di baciarti.
E finalmente sei sveglia, e finalmente sento
il canto della tua voce mentre mi chiedi:
E' pronta la colazione?”

(Gennaro Keller)



Diverso



Ricorda sempre che sei unico, 
esattamente come tutti gli altri.
(Anonimo)



Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
(Paul Valéry)



Non fare agli altri 
quello che vorresti fosse fatto a te,
i loro gusti potrebbero essere diversi.
(George Bernard Shaw)




Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale.
 E questo, dal mio punto di vista,
 è considerato una malattia grave.
(Paulo Coelho)



Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
(Paul Valéry )



Desiderio proibito



    In tutti i divieti c'è una magica forza
    che induce alla tentazione.
    Il vietato è contagioso,
    i desideri proibiti si propagano
 in noi come tormento perenne
    infuriato dall'inibizione.
    L'ubbidienza al tabù
    presuppone la rinuncia,
    perché tutti i divieti
    sono menomazioni che
    nascondono desideri.
    Così la tentazione
    cresce a dismisura nella
    prigione dell'inconscio.

 (James Douglas Morrison)



Darò sempre il meglio di me



Ho incontrato tante persone in questo tratto di vita
Chi mi ha fatto ridere, chi mi ha regalato
bellissime emozioni.
Chi mi ha tradito, chi mi ha deluso.
Magari avrò fatto anch’io lo stesso:
ho deluso!
Ho restituito un sorriso su un volto triste,
Ho fatto piangere.
Ma in fondo, anche questa è la bellezza della mia vita
ed io la amo,
perché non so domani che incontrerò.
L’unica cosa che so
è che darò sempre il meglio di me.

(dal Web)



Come si fa a mantenere un'amicizia?

Una madre e suo figlio stanno camminando sulla spiaggia.
Ad un certo punto il bambino dice: 
“Mamma come si fa a mantenere un’amicizia?”
La madre guarda il figlio sorridendo e poi gli dice: 
“Raccogli un po’ di sabbia.”
Il ragazzo si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima.
La madre allora, sempre sorridendo: 
“Ora stringi il pugno…”
Il ragazzo stringe la mano attorno alla sabbia 
e vede che, più stringe,
più la sabbia gli esce dalla mano.
“Mamma, la sabbia se ne scappa…”
“Lo so, caro… Ora tieni la mano completamente aperta…”
Il ragazzo ubbidisce, 
ma una folata di vento porta via parte della rimanente.
“Anche così non riesco a tenerla…”
E la madre, sempre sorridendo:
“Adesso raccogline un altro po’, 
e tienila con la mano aperta a cucchiaio…
così.. abbastanza chiusa per custodire, 
e abbastanza aperta per la libertà”.
Il ragazzo riprova, 
e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, 
ed è protetta dal vento.
“Ecco come far durare un’amicizia…”

(Kherydan)




Coltiva un giardino interiore



Tanto tempo fa, in una terra lontana, in una casetta pulita 
e ordinata viveva una bambina. 
La casetta era circondata da un grande 
e magnifico giardino.
Il giardino era grandissimo e la bambina, 
che si chiamava Teresa, lo amava tantissimo. 
Un giorno, un vecchio saggio le disse, prendendole le mano:
"Ascolta, bambina mia, 
quando sei nata ho promesso a tua madre 
che avrei esaudito un tuo desiderio. 
Perciò dimmi, che cosa desideri?
Posso farti diventare ricca, oppure bella; 
 posso trasformarti in una principessa, 
perfino in una strega, se lo desideri.
Qualunque cosa tu mi chieda io la posso esaudire, 
ma ricordati, puoi esprimere un solo desiderio".
Teresa pensò a tutte le cose che l'uomo le aveva offerto,  
 ma niente prometteva la felicità 
e lei era felice della sua vita così com'era.
Alla fine disse:
"Fà che io possa vivere per tutta la vita 
in questo bel giardino". 
L'uomo corrugò la fronte. "Tutto qui?".
 Teresa annuì.
"E' tutto qui. Sono felice così, e non desidero altro". 
Passarono gli anni. 
Teresa divenne una ragazza molto bella.
Erano tanti gli uomini che venivano a visitarla 
e si innamoravano di quella ragazza allegra e felice. 
La chiedevano in sposa, ma lei li rifiutava, uno dopo l'altro.
Apparteneva al suo giardino e non l'avrebbe abbandonato mai.
 Ma un mattino, mentre passeggiava 
si trovò davanti un giovane 
che non aveva mai visto prima.
Era alto, bello e appena lo vide Teresa si innamorò di lui. 
Egli la prese per mano e le disse gentilmente:
"Mi chiamo Engel e sono il principe di una terra lontana. 
Vuoi sposarmi e venire con me?". 
Ricacciando le lacrime, rispose:
"Se potrò, verrò con te. 
Ma può darsi che non mi sia possibile andarmene. 
Tempo fa un saggio si offrì di esaudire un mio desiderio 
e io scelsi di vivere tutta la vita in questo giardino". 
Vinti i dubbi, alla fine sposò il principe quello stesso giorno 
e insieme cavalcarono verso il suo paese. 
Finalmente dopo settimane di viaggio, 
arrivarono nel paese di Engel. 
Il palazzo era bello, con alte torri e pareti di marmo. 
Ma intorno c'era il deserto, 
una immensa distesa di sabbia dorata.
 Non c'era niente di verde, niente che cresceva.
Quella notte Teresa pianse 
pensando al posto terribile
 in cui il suo amore l'aveva condotta. 
Ma il mattino seguente Engel andò a svegliarla 
e la condusse davanti alla finestra.
 "Guarda!" esclamò. 
"Il vecchio saggio ha fatto davvero una magia, guarda!".
Teresa si affacciò alla finestra e trattenne il fiato. 
Ma quello era il suo giardino! 
Tutto il suo bel parco verde era là,
intorno al palazzo, e si estendeva a perdita d'occhio.
 "Hai visto?" disse il principe.
"In qualunque posto tu vada, il tuo giardino ti seguirà!".


Coltivati un giardino interiore.
Coltivati una vita interiore:
ti accompagnerà ovunque  
 e sarà la tua forza per vivere.