sabato 25 gennaio 2014

DIVERSO



Ricorda sempre che sei unico, 
esattamente come tutti gli altri.
(Anonimo)


Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
(Paul Valéry)


Non fare agli altri 
quello che vorresti fosse fatto a te,
i loro gusti potrebbero essere diversi.
(George Bernard Shaw)



Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. 
E questo, dal mio punto di vista, 
è considerato una malattia grave.
(Paulo Coelho)



La parola è un'ala del silenzio.
(Pablo Neruda)



Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
(Paul Valéry )



sabato 11 gennaio 2014

IMPULSO



Ciò che chiamiamo “vita” è un treno con tanti vagoni.
A volte ci troviamo in uno, a volte in un altro.
In alcune occasioni passiamo dall’uno all’altro:
accade quando sogniamo  o quando
ci lasciamo trasportare dallo straordinario.

(Paulo Coelho)


IL VIAGGIO



Orion Valls, che si occupa dei neonati
 in un ospedale di Barcellona, 
dice che il primo gesto umano è l'abbraccio.
Dopo essere venuti al mondo, 
al principio dei loro giorni,
 i bebè agitano le mani, come per cercare qualcuno.
Altri medici, che si occupano di quelli che hanno già vissuto, dicono che i vecchi, alla fine dei loro giorni,
muoiono cercando di alzare le braccia.
Ed è così, per quanto si voglia rigirare,
 e per quanto se ne parli.
A questa cosa, così semplice, si riduce tutto:
tra due batter d'ali, senza altre spiegazioni,
trascorre il viaggio.

(Eduardo Galeano)



IL SILENZIO



Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima, 
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
 ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, 
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d'esilio.


(Kahlil Gibran)

IL SENSO DELLE PICCOLE COSE


Se solo riuscissimo ad apprezzare e a cogliere
 il senso delle piccole cose che ci circondano,
potremmo scoprire con stupore che è in esse
che si racchiude la Grandezza più grande di tutte

(Tanya Bì)






IL SEMAFORO BLU

Una volta il semaforo che sta a Milano, in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu', e la gente non sapeva più come regolarsi.
"Attraversiamo o non attraversiamo?
 Stiamo o non stiamo?"
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l'insolito segnale blu', di un blu' che così blu' il cielo di Milano non era stato mai.
In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano:
"Lei non sa chi sono io!"
Gli spiritosi lanciavano frizzi:
"Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna.
Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini.
Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l'olio d'oliva."
Finalmente arrivò un vigile e si mise in mezzo all'incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi il semaforo blu' fece in tempo a pensare:
"Poveretti! Io avevo dato il segnale di - via libera - per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio."

(Gianni Rodari)

Gli uomini sono abituati, come gli automobilisti, a vivere con la testa china sul volante, badando alla strada, ciascuno chiuso nella sua scatola di ferro, preoccupati del lavoro, del denaro, delle mille "grane" quotidiane.

Il semaforo blu
e' qualcosa che ti dice:
"Fermati! Stai buttando via un tesoro!
Non c'è solo la terra! Guarda su! C'è anche il cielo!"
Ma è una voce esile e molti, spesso, la ignorano...

(Commento di Bruno Ferrero)





         


IL RICORDO DI UN AMICO



Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perché amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

(David Maria Turoldo)




IL PRATO



L'erba minuta, che il piede calpesta, si stende
oltre la siepe, oltre la strada; ricopre,
come un morbido tappeto, la terra intera.
Dio vi ha sparso i suoi fiori.
E sorride se tu li cogli per ornare il suo altare.
Al margine del prato, gli alberi stanno in punta
di piedi, per spiare il cielo.

 (R. Tagore)



IL PETTEGOLEZZO


Un giorno una donna spettegolava con un'amica 
di un uomo che a malapena conosceva.

Quella notte fece un sogno, 
un'enorme mano apparve sopra di lei, 
e le puntò il dito contro.
La donna fu sopraffatta da un opprimente 
senso di colpa. 
Il giorno seguente andò a parlare col proprio confessore 
al quale raccontò tutto.
Infine gli chiese: "Il pettegolezzo è peccato?  
E’ la mano di Dio onnipotente che punta il dito contro di me?
Mi dica, ho commesso peccato?”

“SI”, le rispose il sacerdote.
“Hai detto falsità sul conto di un tuo simile, 
hai messo a repentaglio la sua reputazione, 
dovresti pentirtene dal profondo del tuo cuore!”

Allora, la donna disse di essere pentita, e chiese il perdono.
“Non avere fretta”, disse il confessore.
“Vai a casa tua prima, prendi un cuscino e portalo sul tetto. 
Squarcialo bene con un coltello, e poi ritorna da me”.

Cosi la donna andò a casa, prese un cuscino dal letto,
 un coltello in cucina, salì sul tetto, 
salendo dalla scala antincendio e squarciò il guanciale. 

Tornò poi dal confessore, come lui le aveva detto.
“Hai squarciato il cuscino con il coltello?” chiese lui
“Si“
“E il risultato qual è stato?”
“Piume”, disse lei. “Piume dappertutto”.
“Piume”, fece eco il sacerdote.
“Ora voglio che tu torni a casa 
a raccogliere tutte le piume volate via con il vento”.
“ Ma”, rispose la donna, ”Non è possibile, 
non so dove siano finite, il vento le ha portate chissà dove”.
“E questo è,” disse il confessore, "Il Pettegolezzo”.





IL LIBRO DELLA VITA



C’è un solo libro che leggo e rileggo
senza stancarmi mai: il libro della vita mia.
È stato scritto a quattro mani:
quelle del destino e le mie.
E, a bordo pagina, appunti sparsi
di chi ha voluto dare il proprio contributo.
Sentiti ringraziamenti a tutti…
ma una penna ce l’ho.
Lasciatemi continuare a scrivere la mia storia
come voglio. Come posso.

(Barbara Brussa)

IL CORAGGIO



Perché a volte ci vuole il CORAGGIO
 di essere davvero FELICI,
di raccogliere un momento ordinario 
e trasformarlo in epico.
Ci vuol coraggio a ridere di gusto 
di fronte a  questa vita,
ci vuole forza per scartare il negativo 
e portar dentro solo il meglio,
conservare solo l’essenza della gioia.
E quel coraggio ce l’abbiamo dentro, 
è tutta una questione di SCELTA!

(Anton Vanligt)