sabato 30 maggio 2026

RECENSIONE del "La Nazione" del mio primo libro "Non voglio morire" (REVIEW of my first book, "I Don't Want to Die," by "La Nazione")

 La Nazione

Domenica: 24 ottobre 2021

Il dolore e il perdono: Francesca Ceccherini si racconta nel libro

'Non voglio morire'

L’autrice, che nella vita è una psicoterapeuta, in questo racconto autobiografico diventa paziente per lanciare un messaggio di ottimismo e di speranza: “Le difficoltà della vita si possono superare”  

Firenze, 24 ottobre 2021 - Una storia che passa attraverso il dolore per arrivare alla redenzione del perdono. È quella che racconta Francesca Ceccherini nel suo primo libro «Non voglio morire» edito da Porto Seguro, appena uscito in libreria. Psicologa e psicoterapeuta, Francesca ha due blog, ha creato dei film che ha postato su YouTube e ora ha deciso di raccontarsi attraverso Chiara, la protagonista, una donna di quarantacinque anni, laureata in filosofia e di professione bibliotecaria, che ha un disperato bisogno di ritrovare il senso, soffocato e inibito, della propria vita. Si sente paralizzata nella sua vita e ha un disperato bisogno di ascolto. Con queste premesse si rivolge a Sofia, una psicoterapeuta sua coetanea, con un’angosciante richiesta: «Non voglio morire».

Accompagnando Chiara in questo cammino irto di difficoltà, che inizia proprio dal ricordo di episodi traumatici della sua vita, anche l’altra donna avrà l’opportunità di riflettere sul suo lavoro e sulla sua vita. Sofia prende Chiara per mano e si pone davanti a lei come uno specchio chiarificatore, tentando di riportarla su, lontana dall’abisso nel quale era sprofondata. Una storia di rinascita, ma anche un romanzo introspettivo, che dimostra quanto la consapevolezza della propria interiorità sia fondamentale per perdonare e perdonarsi.


Pain and Forgiveness: Francesca Ceccherini Opens Up in Her Book

'I Don't Want to Die' 

The author, a psychotherapist, becomes a patient in this autobiographical story to deliver a message of optimism and hope: "Life's difficulties can be overcome." 

Florence, October 24, 2021 - A story that passes through pain to reach the redemption of forgiveness. This is what Francesca Ceccherini tells in her first book, "I Don't Want to Die," published by Porto Seguro and just released in bookstores. A psychologist and psychotherapist, Francesca has two blogs, has created films that she posts on YouTube, and has now decided to share her story through Chiara, the protagonist, a forty-five-year-old woman with a degree in philosophy and a librarian by profession, who desperately needs to rediscover the meaning of her life, suffocated and inhibited. She feels paralyzed in her life and desperately needs someone to listen. With this premise, she turns to Sofia, a psychotherapist her age, with a distressing request: "I don't want to die." 

By accompanying Chiara on this difficult journey, which begins with the memory of traumatic episodes in her life, the other woman will also have the opportunity to reflect on her work and her life. Sofia takes Chiara by the hand and places herself before her like a clarifying mirror, attempting to bring her back up, away from the abyss into which she had sunk. A story of rebirth, but also an introspective novel, which demonstrates how awareness of one's inner self is essential to forgiveness and self-forgiveness.

sabato 23 maggio 2026

Non so dove vada la mia strada... (I don't know where my path is going...)


 

Human salvation 
lies in the hands
of dissatisfied creatives 
(Martin Luther King) 
 
I don't know where my path goes, 
but I walk better when my hand holds yours. 
 (Alfred de Musset)
 

sabato 2 maggio 2026

In una scena del crimine... (At a crime scene...)


 

Tratto dal mio primo libro "Non voglio morire", capitolo 1 "L'ingresso ai quartieri alti":

"[...], ma in fondo, soggiunse Sofia dentro di sé, non c’era niente di nuovo sotto questo cielo, perché era quello che caratterizzava gran parte dell’esistenza umana. Quante volte ci siamo sentiti dire: “Perché ti lamenti? In fondo, cosa ti manca? Hai tutto: intelligenza, soldi, bellezza…”  Ma quel “nulla” gridato dal paziente in preda alla sofferenza, ebbene sì, è l’equivalente del “voglio farla finita”.

L’investigazione terapeutica, continuò a riflettere Sofia, era preposta a rimuovere quell’ostinazione, a spiegarla e a comprenderla, perché solo la vera presa di co-scienza del significato di quel dolore occulto, provocato da alcune esperienze che spesso hanno ramificazioni nel re-moto passato, potrebbe aiutare il paziente ad applicare il tanto auspicato libero arbitrio per fare vere e proprie scelte consapevoli..."

 

From my first book, "I Don't Want to Die," Chapter 1, "The Entrance to the Uptown District": 
 
"[...], but deep down," Sofia added to herself, "there was nothing new under this sky, because it was what characterized much of human existence. How many times have we heard: 'Why are you complaining? After all, what do you lack? You have everything: intelligence, money, beauty..." But that "nothing" cried out by the patient in the throes of suffering—yes, it's the equivalent of "I want to end it all." 
 
Therapeutic investigation, Sofia continued to reflect, was intended to remove that obstinacy, to explain it and understand it, because only a true awareness of the meaning of that hidden pain, caused by certain experiences that often have ramifications in the distant past, could help the patient apply the much-desired free will to make truly conscious choices..."

 

Aforisma di inizio capitolo dal mio quarto libro "Una psicologa in giallo":

In una scena del crimine la prova scientifica non può essere sbagliata,
non può giurare il falso e non può essere assente.
Solo il fallimento dell’uomo nel cercarla,
studiarla e capirla può diminuire il suo valore.
(Paul Kirk)


Aphorism from the opening of my fourth book, "A Psychologist in Yellow":
 
At a crime scene, scientific evidence cannot be wrong,
it cannot be perjured, and it cannot be absent.
Only man's failure to seek it, study it,
and understand it can diminish its value.
(Paul Kirk)