Tratto dal mio primo libro "Non voglio morire", capitolo 1 "L'ingresso ai quartieri alti":
"[...], ma in fondo, soggiunse Sofia dentro di sé, non c’era niente di nuovo sotto questo cielo, perché era quello che caratterizzava gran parte dell’esistenza umana. Quante volte ci siamo sentiti dire: “Perché ti lamenti? In fondo, cosa ti manca? Hai tutto: intelligenza, soldi, bellezza…” Ma quel “nulla” gridato dal paziente in preda alla sofferenza, ebbene sì, è l’equivalente del “voglio farla finita”.
L’investigazione terapeutica, continuò a riflettere Sofia, era preposta a rimuovere quell’ostinazione, a spiegarla e a comprenderla, perché solo la vera presa di co-scienza del significato di quel dolore occulto, provocato da alcune esperienze che spesso hanno ramificazioni nel re-moto passato, potrebbe aiutare il paziente ad applicare il tanto auspicato libero arbitrio per fare vere e proprie scelte consapevoli..."
Aforisma di inizio capitolo dal mio quarto libro "Una psicologa in giallo":
In una scena del crimine la prova scientifica non può essere sbagliata,
non può giurare il falso e non può essere assente.
Solo il fallimento dell’uomo nel cercarla,
studiarla e capirla può diminuire il suo valore.
(Paul Kirk)
